L’8 febbraio si celebra la Giornata mondiale contro l’epilessia. E’ la prima volta che in Italia l’evento si svolge in questo giorno, dopo che il 18 novembre scorso il governo ha approvato la proposta della Lega Italiana Contro l’Epilessia per l’adesione alla data mondiale. Così da nord a sud l’Italia illuminerà di viola, il colore dell’epilessia riconosciuto a livello mondiale, i suoi monumenti e terrà aperti in modo speciale i centri sanitari che seguono i pazienti con questa patologia. E’un Open day dove si potranno richiedere visite gratuite, consultazioni e informazioni agli specialisti a disposizione (www.fondazionelice.it)

In italia sono 500.000 le persone che soffrono di epilessia, una patologia poco conosciuta e su cui secondo la Lice è necessario maggiore impegno per aumentare la consapevolezza.

Dai dati a disposizione l’epilessia ha un’età d’esordio nel 70% dei casi intorno ai 12 anni  e può essere anche farmacoresistente nelle sue forme più ostiche (circa 100 mila casi presenti su territorio nazionale).

Secondo la Lice c’è infatti poca e spesso non corretta informazione riguardo a una patologia che colpisce un così alto numero di persone e che presenta un incremento di 30 mila nuovi casi ogni anno. Impegno e  sensibilizzazione sulla società risultano dunque fondamentali. Il messaggio di medici e ricercatori in questo senso è univoco: con l’epilessia si può condurre una vita normale a partire dalla conoscenza corretta della patologia anche da parte dei familiari dei pazienti, che spesso si trovano a fronteggiare la paura.  L’epilessia per i suoi numeri e per il coinvolgimento delle famiglie è definita anche patologia sociale.

Ma la speranza non si può spegnere. Un ultimo aggiornamento della ricerca in merito è arrivato dagli USA e riguarda le forme di epilessia resistenti a terapia farmacologica. Uno studio pubblicato lo scorso dicembre su The Lancet Neurology, il primo del settore, ha verificato l’effetto di un farmaco a base di Cannabidiolo (autorizzato negli Stati Uniti contro alcune forme di encefalopatie epilettiche) su un campione ampio di pazienti affetti da epilessia grave farmacoresistente. Risultato: il principio attivo del farmaco, la Cannabis, riduce notevolmente le crisi epilettiche.

Un primo passo verso nuovi orizzonti della ricerca anche in Italia? Nell’ambiente medico scientifico sembra che questa sia la speranza e l’attesa