Hanno popolato l’immaginario fantascientifico della letteratura e del cinema fino a diventare parte del linguaggio comune quale simbolo di annullamento totale, di una dimensione indefinita dove il tutto scompare. Eppure  i buchi neri appaiono come l’esatto contrario del “nulla”, perché al loro interno si concentra, densissima, la massa in modo tale che neanche la luce può uscirne.

Si può dire sinteticamente che il ‘buco nero’ è “una regione di spazio-tempo delimitata da un confine chiamato orizzonte” dove tutto entra e si invischia per sempre tanto da non poterne più essere liberato.

Questi divoratori di energia e materia sono generati, sostanzialmente, dal collasso di stelle di “dimensioni” maggiori di tre masse solari al termine del loro processo di combustione, e ce ne sono di diverse dimensioni.

Con la propria forza gravitazionale, il buco nero attira a sé la materia (massa, luce, energia) fagocitandola. La deformazione dello spazio-tempo prodotta dalla massa può essere immaginata posando su un telo una pallina più o meno pesante: a maggior peso corrisponderà una maggiore curvatura.

Have Gravitational Waves finally been detected by LIGO? Physicists Umberto Cannella and Daniel Whiteson explain what they are and why they’ll cause a big ripple in our understanding of the Universe.

Intorno al buco nero, l’ “orizzonte degli eventi” è quella variabile superficie dello spazio-tempo oltre la quale non può sfuggire alcun segnale perché niente può viaggiare più veloce della luce e diventa impossibile osservare il fenomeno.

Con la scoperta delle onde gravitazionali , però, da oggi tutto può cambiare.

Daniela Francesconi