Dopo un importante e glorioso 2015, con le missioni di New Horizons su Plutone (guarda il video Nasa), ma anche sui pianeti più lontani in genere, che permetteranno di ‘sondare’ la storia delle origini del nostro sistema solare, il mondo dell’astronomia si prepara ad affrontare nuove sfide per il 2016. Tra i progetti da continuare quelli su Mercurio e Venere iniziati l’anno scorso. Ma mentre quello sulla complessa atmosfera venusiana, al di là di ritardi tecnici dell’agenzia spaziale giapponese Jaxa che ha inviato la sonda Akatsuki, proseguirà durante il 2016 con i rilevamenti e gli esperimenti  attesi, quella su Mercurio dovrà attendere il 2017. Si chiama BepiColombo la missione che prevede il lancio contemporaneo di due satelliti: il Mercury Planetary Orbiter (MPO) e il Mercury Magnetospheric Orbiter (MMO). Si tratterà di una missione dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) a cui l’Italia ha dato e darà un importante contributo e che getterà le basi per uno studio approfondito sul campo magnetico del pianeta ‘messaggero’ più vicino al Sole.

E l’Italia è attiva anche in un altro progetto che è quello della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) che manda avanti i suoi studi spaziali ormai da oltre 15 anni e che gli Stati Uniti d’America hanno annunciato si prolungheranno fino al 2025. Tra le missioni la più conosciuta per la risonanza avuta sui media è Futura, a cui ha partecipato anche l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti dando all’Italia un ruolo di primo piano. La Cristoforetti, che ha eseguito numerosi esperimenti scientifici presso la ISS ed ha assistito i suoi colleghi americano e russo in altrettante attività extraveicolari, è atterrata con in Kazakistan nel giugno scorso, con un mese di ritardo rispetto ai termini previsti per un problema di rifornimento.

Nel 2016 dunque si attendono evoluzioni delle missioni della Nasa su Marte con nuove scoperte sull’ipotesi della presenza di acqua sul ben noto pianeta rosso (salgono così a 9 le missioni su Marte), così come su asteroidi e comete (programma New Frontiers) da cui le sonde con bracci robotici preleveranno campioni di materiali da analizzare. Un anno che non tralascerà i ‘big’ del nostro sistema solare e cioè Giove e Saturno, che con la missione Cassini già nel 2015 è stato protagonista della scena grazie alle stupefacenti immagini di Encelado, il suo misterioso satellite. La missione su Giove invece si chiama Juno e raggiungerà l’obiettivo nel mese di giugno, dopo cinque anni dal lancio. La sonda Juno inoltre è ‘speciale’ in quanto alimentata a pannelli solari e quindi costituirà la prima sonda che coprirà la massima distanza dal Sole raggiunta con alimentazione solare. Entrerà anche in un’orbita polare per condurre una serie di rilevamenti che serviranno a studiare il campo magnetico e gravitazionale del ‘gigante gassoso’

(Fonte: Coelum Astronomia; Foto e video: Nasa)