Computer, internet, smartphone, le app. In un quarto di secolo una rivoluzione digitale ha cambiato il mondo del lavoro e le nostre abitudini quotidiane. Oggi anche la scuola è alle prese con l’evoluzione costante della tecnologia e ormai per ogni studente il web è uno strumento indispensabile.
Il futuro, presentato al Festival della Didattica Digitale a Lucca, parla di robotica e di coding, ossia della programmazione informatica che permette agli studenti di non essere più solo consumatori ma anche inventori di tecnologia e attraverso questa sperimentare, simulare situazioni e problemi da risolvere.    
I campi di studio per chi vuole cimentarsi nelle scienze informatiche e ingegneristiche sono moltissimi, come ha raccontato Paolo Dario, direttore dell’istituto di Biorobotica della Scuola Sant’Anna di Pisa e non c’è bisogno, necessariamente, di spostarsi troppo lontano.

La Toscana è “terra di robotica” grazie alla sua tradizione manufatturiera, ma anche perché la robotica “è la parte solida di una cultura liquida” che affonda le proprie radici nell’arte, nelle scienze umane e sociali”.
Agli ingegneri di domani quindi è consigliato di immergersi nella realtà in cui vivono, senza compartimenti stagni, superando l’impostazione classica del tecnico legato al concetto di fabbrica. L’ingegnere 2.0 ormai deve sapersi mescolare nella realtà che lo circonda e nella sua evoluzione, diventando lui stesso imprenditore e inventore