Edito da Codice edizioni,  La Cura  è una specie di ‘miracolo’ mediatico editoriale ed umano dove i due autori sono anche protagonisti di una storia come tante, diventata esemplare, resa unica dalla loro ribellione agli schemi precostituiti. Solo in quanto esseri umani.

In libreria da marzo, è già candidato a diventare best seller 2016.

La CuraE’ la vicenda di due persone comuni infatti, Salvatore e Oriana, lui 39 anni e lei 33. Sono una coppia, vivono e lavorano insieme, sono ricercatori all’università. Tutto scorre nelle trame della loro quotidianità fino a quando a Salvatore viene diagnosticato un tumore al cervello. E’ il 2012. Il flusso della loro ‘normalità’ viene interrotto. Salvatore diventa un paziente e Oriana la ragazza del paziente. Tutta la loro vita cambia, compresi i ritmi, le parole, i pensieri, le interazioni con il mondo intero. Al di là del dolore, delle attese, delle paure per ciò che non è ancora e che potrebbe essere nel bene o nel male, Salvatore decide di dimettersi dall’ospedale dove non è che un’entità neutra con l’unica caratteristica del suo tumore e affidarsi al mondo. Sì al mondo, ed è questo il senso del racconto e di una vicenda che prosegue anche oggi che ne riportiamo la sintesi e ne facciamo notizia. La cura è nella società, pensa Salvatore, nel suo abbraccio. Un abbraccio che oggi può diventare globale grazie alla Rete. Così Salvatore e Oriana,  lanciano la loro storia sul web: la cura open source del cancro. “Aiutatemi a leggere la mia cartella clinica”. Perché Salvatore si ribella al suo ruolo di ‘paziente’ con una opaca identità passiva imposta dal ‘sistema’; vuole sapere, capire, partecipareLa ‘call’ ha ricevuto moltissimi contributi e risposte e  ha dato formidabili risultati sul piano della cura e su quello umano, due piani in realtà inscindibili, come scoprono i due autori attraverso il loro coraggio di lottare contro i tabù che circondano questa malattia.

La Cura è diventato un movimento globale, una ‘rivoluzione epistemologica’ l’ha definita qualcuno. Dall’epoca del suo lancio nel 2012 ha coinvolto intere comunità, ispirato nuove ricerche e forme di solidarietà, opere d’arte, apportato cambiamenti e riflessioni su nuovi metodi per affrontare temi sociali e ambientali.

Forse con quella che Salvatore e Orina chiamano ‘performance’ si riscopre semplicemente e finalmente il senso più antico della parola cura come ‘relazione’ e ‘amicizia’