Eliana Camporese – Sono circa 70/80 mila i minori che ogni anno subiscono violenza in Italia; cifre che rappresentano una sottostima del fenomeno nelle sue reali proporzioni e che nella maggior parte dei casi si consuma tra le mura domestiche, quindi in una certa percentuale rimane sommerso.

L’azienda farmaceutica Menarini ha lanciato un progetto importante a favore dei bambini e degli adolescenti oggetto di violenze e maltrattamenti. Presentato a Firenze l’11 maggio scorso, si tratta di un programma di sensibilizzazione e formazione per pediatri sulla realtà degli abusi infantili e adolescenziali, ed ha l’ambizione di costruire delle reti di collegamento e condivisione a livello nazionale.

L’idea dell’azienda fiorentina è quella di preparare pediatri e medici di base italiani, attraverso corsi di formazione studiati ad hoc, a riconoscere i segnali di una possibile violenza, rendendoli delle vere e proprie “sentinelle”.

Il piano di lavoro prevede due fasi: una prima in cui verranno formati un migliaio di pediatri di tutte le Regioni. In una seconda fase questi specialisti formeranno a loro volta altri colleghi fino ad arrivare alla creazione di un network sanitario di 15.000 professionisti addestrati a cogliere segnali di abusi e violenze. Saranno coinvolti i 13 ospedali pediatrici più importanti d’Italia, che saranno sedi dei corsi e diventeranno punti di riferimento per i pediatri del territorio.

Il progetto, a cui collaborano anche Telefono Azzurro, Società Italiana di Pediatria (SIP), Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e Associazione Ospedali Pediatrici Italiani (AOPI), è già partito e ha visto un impegno economico da parte di Menarini di 1 milione di Euro.

Alla conferenza stampa anche l’assessore regionale alla Sanità Stefania Saccardi, la quale ha posto l’accento sull’importanza del progetto che, facendo emergere ciò che rimane per lo più nascosto, permette l’attuazione di politiche di prevenzione.

Gli abusi e i maltrattamenti, che nella maggior parte dei casi vengono messi in atto all’interno della rete familiare più stretta, sono in continua espansione anche a causa dell’utilizzo delle nuove tecnologie e dei rischi collegati ad esse. Secondo un’indagine del 2015 (su dati del 2013) dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza condotta in partnership con Terre des Hommes e CISMAI – Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso dell’infanzia, sono oltre 91mila i minorenni maltrattati seguiti dai servizi sociali nel nostro paese. Sono più numerosi al sud e al centro, e sono più esposte le femmine e gli stranieri.

Tra le tipologie più frequenti di maltrattamento ci sono la trascuratezza materiale e/o affettiva (47% dei casi seguiti), la violenza assistita (19%) e il maltrattamento psicologico (14%). Per quanto riguarda la violenza sessuale in Italia l’incidenza (4 bambini su 100 maltrattati) appare più bassa rispetto a quella registrata in altri paesi industrializzati ma questo potrebbe evidenziare il fatto che il fenomeno fatica a venire a galla.

Il rapporto 2014 dell’Unicef Hidden in Plain Sight (nascosto sotto gli occhi di tutti) che ha analizzato statistiche provenienti da 190 Stati, sottolinea l’aumento di casi di abusi fisici, sessuali e psicologici, e mette in luce comportamenti che perpetuano e giustificano la violenza ovunque nel mondo.

Iniziative come quella di Menarini gettano un filo di speranza nella lotta al contrasto e all’emersione di un fenomeno tra i più abietti, che calpesta completamente i diritti fondamentali dei minori e di cui le cronache raccontano, tristemente, ogni giorno.

Eliana Camporese