Pochi gli investimenti, anche se in crescita; migliora l’approccio degli utenti-pazienti rispetto a prodedure online, ma oltre alle scarse risorse economiche impiegate, si fa sentire nel lento processo di digitalizzazione della Sanità pubblica l’analfabetismo digitale degli operatori sanitari. Se ne parlerà a Bologna in occasione di Expo Sanità 2016

Eliana Camporese – L’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanita’ della School of Management del Politecnico di Milano, in un recente convegno dal titolo Sanità digitale: non più miraggio, non ancora realtà, ha reso noti i dati 2015 di un report sulla situazione italiana.

Ne scaturisce un quadro in miglioramento rispetto agli anni precedenti – quando gli sforzi erano concentrati soprattutto nell’aggiornamento e messa a norma di applicazioni e infrastrutture – seppur con molta strada ancora da fare, anche rispetto ai livelli di investimento degli altri paesi europei.

E’ la cartella clinica elettronica insieme ai sistemi di gestione documentale e ai servizi digitali al cittadino, ad essere la principale destinataria degli investimenti nell’anno passato con una spesa di 64 milioni di euro, in un quadro di investimenti globali per la sanità digitale pari a 1,34 miliardi di euro, l’1,2% della spesa sanitaria pubblica.

Per quanto riguarda la Telemedicina, le strutture sanitarie hanno aumentato gli investimenti in ICT a supporto dell’assistenza domiciliare e della medicina sul territorio, in particolare con soluzioni di Tele-consulto e di Tele-salute. La maggior parte delle direzioni strategiche delle strutture sanitarie dichiara che sono attivi i PDTA – percorsi diagnostici terapeutici assistenziali  – soprattutto in area oncologica, diabetologica, cardiologica. Buoni anche gli sforzi in termini di dematerializzazione di referti e cartelle cliniche.

Sembra migliorare l’approccio degli utenti-pazienti al mondo del digitale e all’utilizzo di servizi sanitari online, soprattutto per quanto riguarda la popolazione di età compresa tra i 35 e i 54 anni. Il servizio più utilizzato è l’accesso alle informazioni sulle strutture sanitarie come reparti, orari, medici; al primo posto si trova la prenotazione online di esami e visite. Anche l’accesso e consultazione dei documenti clinici e il pagamento delle prestazioni sanitarie hanno visto un incremento rispetto all’anno 2014.

Raddoppia la quota di persone che hanno sentito parlare del Fascicolo Sanitario Elettronico (32%), anche se solo una minima parte lo ha già utilizzato, considerando che al momento solo alcune Regioni italiane hanno un FSE attivo e operativo.

I Medici di Medicina Generale comunicano sempre di più con i pazienti attraverso strumenti digitali, il 53% di loro oltre a e-mail e sms, utilizza WhatsApp per scambiare dati, immagini e informazioni.

Secondo le direzioni strategiche e i medici di medicina generale, la barriera più rilevante all’innovazione digitale in sanità è costituita dalla scarsa disponibilità di risorse economiche ma anche dalla resistenza del personale e dalla scarsa cultura digitale degli operatori sanitari.

Di sanità digitale si parlerà a Bologna, dal 18 al 20 maggio, in occasione di Expo Sanità 2016; sono previsti convegni e dibattiti in tema di cartella informatizzata, dematerializzazione e conservazione dei documenti, cambiamento culturale, nuove tecnologie per la salute.

Eliana Camporese

FONTI: Ansa, Ufficio Stampa School of Management-Politecnico di Milano, www.osservatori.net, agendadigitale.eu , Expo sanità 2016.

(Foto: staysafeonline.org)