Eliana Camporese – Radio in FM ovvero il lungo addio della Radio in analogico

La Norvegia é il primo Stato europeo a dichiarare che a partire dall’anno prossimo procederà allo spegnimento delle trasmissioni radio analogiche, quelle comunemente chiamate radio FM (frequenze medie), per passare integralmente al formato digitale DAB (Digital Audio Broadcasting). Nel resto d’Europa il passaggio avverrà gradualmente nel triennio 2020 – 2022.

Nel nostro paese gli ultimi dati indicano una copertura del segnale digitale dell’80% della 400x442_coveragepopolazione, con una concentrazione nel centro-nord. Dalla fine di aprile nuove aree usufruiscono delle trasmissioni digitali, si tratta di città che trovano nelle regioni Lazio (Roma, Frosinone, Latina e Rieti), Campania (Avellino, Benevento, Napoli, Caserta e Salerno), Basilicata (Potenza e Matera), Calabria (Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia), Sicilia (Catania, Messina, Siracusa, Palermo e Trapani). Nonostante la buona copertura del territorio, per poter ricevere le trasmissioni in digitale è necessario munirsi di apposite radio digitali: le nostre vecchie radioline funzionano solo in FM.

 

 

Che cos’è il DAB

A partire dai primi anni ‘90 si è cominciato a definire uno standard per le trasmissioni radio digitali, il DAB che però presentava delle criticità nella qualità audio, dovute a limiti tecnologici. Questo è stato il fattore principale che ha favorito un’evoluzione tecnica rappresentata dal passaggio da una compressione dell’audio MP2 alla più efficiente AAC. La nuova specifica è stata ratificata nel 2007 dall’ETSI (Istituto Europeo per gli Standard nelle Telecomunicazioni) che ha denominato questo standard DAB+. Oggi quando si parla genericamente di DAB ci si riferisce quindi al DAB+, che è de facto lo standard adottato.

Perché passare al digitale

Analogamente a quanto successo nelle trasmissioni televisive con il passaggio al digitale terrestre – che ha garantito un aumento dell’offerta televisiva – anche il passaggio al DAB potenzialmente assicura un aumento della proposta radiofonica in quanto permette di avere più segnali sullo stesso canale. Inoltre, nelle trasmissioni digitali DAB, la qualità sonora è comparabile a quella dei CD audio. Ancora, questa tecnologia digitale assicura la riduzione quasi totale dei disturbi e la possibilità di inserimento di contenuti testuali e multimediali.

Prospettive del DAB

Dal punto di vista tecnico il DAB è indubbiamente superiore all’attuale tecnologia analogica, e l’esperienza dell’utente finale risulta essere oggettivamente superiore.

Eppure ad oggi lo scoglio più grande è rappresentato dal mezzo; nell’epoca attuale infatti, si usano sempre meno gli apparecchi radio e sempre più device quali smartphone, tablet, notebook. Internet sta diventando la fonte principale per il reperimento della musica: oltre alle web radio (sia emittenti tradizionali che esclusivamente su web) in molti casi si utilizzano servizi di streaming audio (uno per tutti: Spotify) o video (YouTube, Vimeo, DailyMotion). Questi mezzi offrono la possibilità di creare palinsesti personalizzati. Inoltre, a differenza dello streaming video che, soprattutto per contenuti ad alta risoluzione, necessita di una connessione veloce, lo streaming audio richiede risorse molto minori, rendendolo in pratica subito disponibile anche per gli apparecchi mobile. Dopo un secolo di storia, internet soppianterà anche la radio.

Eliana Camporese

(Foto: License Commons by Chris Heidenreich)