Eliana Camporese – Antonello Provenzale, 57 anni, piemontese di nascita e toscano d’adozione, è il direttore dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse di Pisa. L’IGG, organo di ricerca del CNR, è capofila di un importante progetto internazionale denominato Horizon 2020 Ecopotential: Improving Future Ecosystem Benefits through Earth Observations, e Provenzale ne è il coordinatore.

Professore, ci può spiegare in cosa consiste il progetto e quali sono le implicazioni ‘pratiche’?

Ecopotential si occupa di studiare, quantificare e valorizzare gli ecosistemi e i benefici significativi che questi apportano alla società. Gli ecosistemi non sono rappresentati solo da comunità di animali e piante ma anche da risorse idriche, dalla geomorfologia, dai materiali, dalla regolazione del flusso dell’acqua, persino dal turismo ed altro ancora. Fenomeni quali i cambiamenti climatici, l’inquinamento, l’abbandono dei pascoli, incidono sugli ecosistemi rendendoli soggetti ad una pressione antropica. Attraverso i nostri studi offriamo a soggetti decisori – Istituzioni ed Enti interni ed esterni al progetto – informazioni utili che potranno essere tradotte in politiche per le popolazioni, a sostegno di una corretta gestione degli ecosistemi per gli anni futuri.

Come raccogliete i dati?

Gli ecosistemi si studiano con dati “di campo” – per esempio ne possediamo molti sui parchi – e con dati “satellitari”. Nello specifico il progetto si avvale del supporto dell’ESA (European Space Agency) attraverso il sistema Sentinel che fornisce molte informazioni e permette il monitoraggio degli ecosistemi stessi.

In quali luoghi effettuate le misurazioni?

In circa trenta territori coinvolti nel progetto. Sono aree protette di montagna, ecosistemi aridi e semiaridi, costieri e marini. In Italia si tratta del Gran Paradiso e dell’Alta Murgia; stiamo inoltre valutando l’introduzione dell’Arcipelago Toscano. Poi ci sono altre zone in Europa – ad esempio la Camargue o il mare di Wadden e il Delta olandese – ed extraeuropee, come il deserto israeliano. Oltre alle rilevazioni sul campo ci avvaliamo di analisi di laboratorio ed elaborazioni di tipo informatico.

 

 1 (1)Quanti sono i partners che fanno parte del progetto?

I partners euro
pei sono 47
; si tratta di centri universitari, enti di gestione, istituzioni, imprese private di piccole e grandi dimensioni. Inoltre sono coinvolti soggetti e territori israeliani, sudafricani e australiani.

 

 

Com’è nato il progetto?

Ecopotential è partito nel giugno 2015 e durerà quattro anni. Ha visto la luce in seguito alla partecipazione ad un bando europeo in cui concorrevano sedici proposte. E’ importante sottolineare che tutti i dati, i risultati del modello e le conoscenze acquisite saranno resi disponibili su piattaforme comuni, in linea con il sistema di osservazione globale della terra GEOSS –  Global Earth Observation System of Systems – che congloba 90 governi e una sessantina di organizzazioni, e che ha proprio l’obiettivo di rendere i dati patrimonio pubblico.

Di quante risorse economiche disponete?

Il finanziamento è di 16 milioni di euro, una somma importante per un progetto di respiro internazionale che vede coinvolto un numero cospicuo di paesi.

www.ecopotential-project.eu

Eliana Camporese

(Foto: Cnr Pisa)