Eliana Camporese – E’ dei giorni scorsi la notizia da parte di Facebook della prossima introduzione di un programma di intelligenza artificiale chiamato Deep Text. Si tratta di un sistema di comprensione di testi simile all’intelligenza umana, ossia in grado di capire non solo il contenuto letterale di un testo, ma anche modi di dire, figure retoriche, sfumature del linguaggio. Al momento Deep Text, che opera in più di 20 lingue diverse, è in fase di prova sull’applicazione di messaggistica Messenger.

Cui prodest (a chi giova)?

Il nuovo programma ha messo in campo enormi sforzi dal punto di vista progettuale, di programmazione ed economico. Ma perché tanto interesse? Va considerato che Facebook con circa 1,6 miliardi di utenti nel mondo, dispone di una fonte dati enorme utile alla profilazione delle persone per fini commerciali: dai dati anagrafici a quelli di geo-localizzazione, dallo stato civile agli interessi personali, dai collegamenti con altre persone ai “mi piace”, tutto viene sfruttato per offrire possibilità di vendita alle aziende. E infatti, la pubblicità che compare nei nostri profili Facebook così come i post sponsorizzati, hanno come origine la definizione di un target commerciale di cui facciamo evidentemente parte.

Eppure nonostante la quantità di dati che forniamo direttamente o indirettamente al social, compaiono a volte promozioni di prodotti o servizi che in realtà non ci interessano minimamente. L’introduzione di uno strumento informatico intelligente (intus o inter legere, leggere dentro, leggere tra le righe) permetterà di approfondire ad un livello prima impensabile la conoscenza del target commerciale, migliorando l’efficacia delle promozioni ed ottimizzando i costi degli inserzionisti.

Mi scusi, lei e’ umano?

Da segnalare inoltre che lo scorso aprile il numero uno di Facebook, Mark Zuckerberg, ha delineato quale futuro prossimo l’introduzione massiccia di servizi automatici di interazione con gli utenti tramite programmi informatici che simulano il comportamento umano, chiamati bot. Lo scenario disegnato è quello dell’introduzione dei bot su Messenger per fornire all’utente informazioni ed assistenza in tempo reale; se ad esempio ci troviamo a chattare con un amico e i contenuti della nostra conversazione riguardano la prenotazione di un viaggio, un assistente virtuale ci proporrà combinazioni di voli e soggiorni, permettendoci l’acquisto direttamente dalla chat. L’interazione sarà tale da sembrare ‘umana’.

Ecco dove DeepText, con la funzionalità di comprensione testi, troverà un’altra collocazione ideale.

I bot saranno destinati a sostituire le assistenze che oggi riceviamo tramite call-center, oppure i sistemi di ticket e similari. Riusciranno addirittura ad intercettare i nostri desideri offrendoci il prodotto o servizio opportuno in tempo reale.

Eliana Camporese