Eliana Camporese – L’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana – ARPAT – ha reso noti i dati del triennio 2013-2015 relativi agli esposti pervenuti dai residenti di Pisa e dei 36 Comuni della provincia. Ne emerge un quadro degno di attenzione, seppure in miglioramento progressivo di anno in anno: nel 2015 le segnalazioni arrivate al numero verde sono state 204, l’anno precedente 259 e quello prima ancora 288.

In testa Pisa tra le città da cui provengono le chiamate, seguita da Castelfranco di Sotto, San Miniato, Cascina, Santa Croce Sull’Arno, San Giuliano Terme, Santa Maria a Monte, Pontedera e Montopoli Val d’Arno.

Gli abitanti del capoluogo denunciano soprattutto due aspetti: le emissioni in atmosfera provenienti dagli impianti produttivi della zona industriale di Ospedaletto e dall’Inceneritore, e il rumore dei baccani causati da bar e attività di ristorazione. I residenti, in particolare nel periodo estivo, lamentano rumori provenienti dai motori degli impianti di condizionamento oltre a quelli dei clienti che stazionano fuori dai locali fino a tarda notte.

Per quanto riguarda invece i Comuni del Comprensorio del Cuoio – Castelfranco di Sotto, San Miniato, Santa Croce Sull’Arno, Santa Maria a Monte, Montopoli – gli esposti si riferiscono ai depuratori e alle concerie di grandi dimensioni che rilasciano inquinanti odorigeni, così come alle emissioni dell’impianto di smaltimento rifiuti Waste Recycling e al Consorzio per la raccolta e depurazione delle acque usate, Cuoiodepur.

Nei territori di Pontedera e Cascina le segnalazioni riguardano prevalentemente odori ed emissioni derivanti dal trattamento dei rifiuti; a Pontedera è presente l’impianto Geofor che da tempo attende di essere sostituito e che la stessa Arpat ritiene strutturalmente carente nella struttura di compostaggio.

Infine, a San Giuliano Terme il dato più evidente riguarda lo sversamento di idrocarburi nel fiume Morto; la situazione è andata comunque via via migliorando verso la fine del triennio grazie ad opere di bonifica effettuate nel corso del 2015. Nonostante questo è dei giorni scorsi una nuova segnalazione pervenuta all’Arpat su una macchia scura individuata nel Fiume, di cui, dopo i vari sopralluoghi e i prelievi di campioni, ancora sono in corso le analisi.

Residue risultano nel triennio in esame le segnalazioni all’Arpat relative ad inquinamento da campi elettromagnetici o a rumore stradale, aereo e ferroviario.

L’Agenzia regionale infine – si fa presente nel rapporto per chiarire le tempistiche e le modalità della presa in carico effettiva delle segnalazioni – procede generalmente alla chiusura delle chiamate entro 18/19 giorni dopo aver aperto specifici procedimenti che permettono di effettuare verifiche, accertamenti, sopralluoghi, controlli ambientali o più semplicemente fornire informazioni. In alcuni casi la pratica viene inoltrata ad altre amministrazioni competenti, in particolare i Comuni

Eliana Camporese

(Foto: Archivio Arpat)