Eliana Camporese -Anche quest’anno Legambiente attraverso la campagna nazionale Goletta dei Laghi, ha monitorato le acque lacustri italiane. Tra fine giugno e fine luglio sono stati prelevati oltre 100 campioni d’acqua superficiale da 12 laghi: Albano, Bolsena, Bracciano, Canterno, Como, Garda, Iseo, Lugano, Maggiore, Piediluco, Vico e Trasimeno. Le Regioni interessate sono state 6.

Le analisi sono state orientate alla misurazione dei livelli di batteri fecali; i risultati, in linea con quelli degli anni precedenti, hanno presentato una situazione poco rassicurante: il 50% dei campioni infatti presenta valori al di sopra di quelli consentiti dalla normativa. Nel dettaglio 39 di questi sono risultati fortemente inquinati, 12 inquinati e i restanti 50 nei limiti di legge.

Quest’anno le rilevazioni, effettuate in collaborazione con il COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e Novamont, si sono concentrate anche sulla presenza di microplastiche. Per la raccolta del materiale minuscolo, è stata utilizzata la manta una particolare rete a maglia ultrafine che permette di raccogliere micro particelle inferiori a 5 millimetri. I campioni raccolti, anche in questo caso un centinaio, sono in corso di analisi da parte dei tecnici dell’Enea – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – che è anche partner scientifico del progetto insieme all’Università Ca’ Foscari di Venezia e Arpa Umbria. I dati saranno resi pubblici nel prossimo autunno.

Tutte le campionature sono state effettuate dall’equipaggio del Cigno Azzurro – impegnato in 22 ore di navigazione e 108 km di tratta percorsi – con la collaborazione dei circoli di Legambiente locali, singoli cittadini, associazioni, club velici e della Lega Navale Italiana. I punti di raccolta sono stati scelti anche in base alle segnalazioni fatte dai cittadini al servizio SOS Goletta.

Legambiente tiene a precisare che “il campionamento puntuale effettuato […] non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità ma ha l’obiettivo di individuare e denunciare gli scarichi non depurati che ancora oggi minacciano l’ecosistema lacustre e a volte anche la stessa balneazione”.

Goletta dei laghi è nata 10 anni fa in seguito all’esperienza di Cigno Azzurro, iniziativa ideata nel 1990 da Legambiente Verona che per sette anni ha monitorato le acque del lago di Garda. L’attenzione dei volontari non è rivolta esclusivamente ai laghi ma a tutto ciò che può minacciare il territorio che li circonda o lambisce come gli scarichi illegali, l’abusivismo edilizio, l’impoverimento della flora e della fauna autoctone.

 Eliana Camporese

(Foto: Di Lo Scaligero – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4056607)