Il 1° agosto scorso è stato recuperato morto, a Tirrenia, sulle rive della località Calambrone, un capodoglio spiaggiato. Era morto da almeno dieci giorni.  Oltre alle autorità coinvolte tra cui il Comune di Pisa, la Capitaneria di Porto (ufficio marittimo di Pisa), la Usl e la Protezione civile, è intervenuta anche l’Arpat per accertamenti biologici e sulle cause della morte del capodoglio, un esemplare di maschio adulto di quasi 13 m di lunghezza e del peso di alcune tonnellate. Proprio i tecnici dell’Arpat e dell’Istituto Zooprofilattico Toscana – Lazio sezione Pisa hanno sottolineato “una presenza nello stomaco di notevoli quantità di plastica, soprattutto di oggetti voluminosi di plastica dura come flaconi, imbuto, pezzi di rete da giardino, ma anche un grosso ammasso di lenza con numerosi ami”. Prima dello spiaggiamento su Pisa era stato segnalato ripetutamente dai pescatori alle autorità. La carcassa infatti che dapprima galleggiava oltre 12 miglia a nord dalla costa viareggina e al largo della Gorgona era stata avvistata in seguito verso le secche della Meloria. La Capitaneria di Porto ne ha monitorato, soprattutto negli ultimi giorni, gli spostamenti e forniva alla Regione Toscana la sua posizione più volte al giorno.

E’ da ricordare che sugli spiaggiamenti dei cetacei e sulle loro cause esistono dibattiti tra gli studiosi che si protraggono da molti anni. Una semplice distinzione nell’argomento qui va fatta tra spiaggiamenti di cetacei vivi e spiaggiamenti di carcasse e quindi di animali che giungono morti sospinti dalla marea.

Cause relative all’ordine biologico e sociale spingono talvolta un individuo o un gruppo di individui di animali ad avvicinarsi alla costa. Spesso situazioni di difficoltà sono la causa dell’avvicinamento (patologie o necessità di respirare senza eccessivo sforzo appoggiandosi al fondo marino), ma anche motivi ambientali come anomalie locali nel campo geomagnetico.

Sono però gli spiaggiamenti di animali morti che forniscono informazioni circa biologia, ecologia, patologie delle specie mediterranee e sul livello di contaminazione dei nostri mari. Proprio, in parte, come nel caso del capodoglio approdato morto e pieno di plastica sulle coste pisane. Il primo spiaggiamento registrato per il 2016, secondo dati Arpat.

 

(Fonte e foto: Arpat)