Sabato 17 settembre a Pisa quattro costituzionalisti e politologi, europei e statunitensi, che conoscono bene l’Italia si interrogano sulla revisione della Carta Costituzionale promulgata nel dicembre 1947 e oggetto di indagine finalizzata a revisione ormai da qualche anno.

In programma una tavola rotonda per discutere di sfide e conseguenze del referendum che attende gli italiani in autunno con giornaliste di Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, La Repubblica.

La Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa vuole contribuire al dibattito guardando al referendum attraverso una prospettiva più distaccata, con una sorta di “vista dall’esterno” grazie al contributo che sabato 17 settembre (inizio ore 9.30, aula magna) arriverà dall’evento per mettere a confronto quattro esperti europei e statunitensi che conoscono bene l’Italia ma che possono rinunciare a prendere parte alle passioni nazionali, non dovendo decidere del futuro della Costituzione.

meny-200x300“Al di là dei cambiamenti specifici – spiega Yves Mény, politologo francese e presidente della Scuola Superiore Sant’Anna, in qualità di promotore dell’evento – la riforma rovescia due pilastri della tradizione repubblicana italiana. Il primo è la rimozione di un primato mondiale di dubbio valore, cioè l’eguaglianza perfetta delle due Camere, sebbene queste siano elette con sistemi e corpi elettorali non perfettamente identici. Molti hanno visto in questa situazione ‘unica’ la causa principale della difficoltà di governare il Paese e di proporre e portare a buon fine dei progetti di medio e lungo termine”. “L’altra rivoluzione – prosegue Yves Mény – è filosofica, culturale e procedurale. In Italia si è affermata l’idea che la democrazia si realizzi con il consenso – formale o no – di tutti o quasi tutti, quando, invece, la tradizione inglese promuove il principio maggioritario, secondo cui la volontà della maggioranza si impone alla minoranza. Dall’adozione della Costituzione repubblicana fino ad oggi il mito del consenso è stato prevalente. La riforma presente – conclude Yves Mény – rompe questo tabù e suscita polemiche violente”

Il dibattito del 17 settembre a Pisa sarà strutturato intorno agli interventi di due costitutionalisti spagnoli (Luis Diez-Picazo e Carlos Closa) e di due politoligi, uno statunitense (Erik Jones, Johns Hopkins University), e uno francese (Marc Lazar, Sciences Po, Paris). Nella seconda parte di sabato 17 settembre (inizio ore 12.00), anche alla luce di questi contributi, si terrà la tavola rotonda, a cui parteciperanno tre giornaliste di altrettante testate italiane: Maria Teresa Meli (Corriere della Sera), Lina Palmerini (Il Sole 24 Ore), Anais Ginori (La Repubblica), per discutere delle sfide e delle conseguenze potenziali per l’Italia del referendum costituzionale.

(Fonte: Comunicato stampa Scuola Sant’Anna Pisa)