Advanced Virgo è il nuovo interferometro avanzato acceso per la prima volta ieri mattina all’Osservatorio gravitazionale europeo Ego che ha sede in Santo Stefano a Macerata a Cascina, in provincia di Pisa.

Il nuovo strumenvirgoaerialview_touploadto è dieci volte più potente del suo predecessore, è in grado di ‘guardare’ fino a dieci volte più lontano, ampliando di mille volte il volume di universo osservabile.

Advanced Virgo è stato presentato da Fulvio Ricci, Giovanni Losurdo, e Adalberto Giazotto, davanti a giornalisti, studiosi e ricercatori provenienti da tutto il mondo.

Uno strumento estremamente avanzato di cui l’Italia cpresentazioneon l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) è tra i fondatori.

Advanced Virgo ha ultimato la fase di costruzione ed è entrato nella fase di tuning-up, in cui sta calibrando e mettendo a punto tutti i suoi strumenti. Nei prossimi mesi sarà pronto a unirsi ai due interferometri statunitensi LIGO: comincerà il primo ciclo di presa dati per fare fisica nel nuovo campo dell’astronomia gravitazionale, aperto un anno fa dalla scoperta delle onde gravitazionali. Advanced Virgo è il progetto di potenziamento dell’interferometro Virgo con l’obiettivo di migliorarne la sensibilità di un fattore 10 e, di conseguenza, consentire l’esplorazione di un volume di cosmo 1000 volte maggiore che in precedenza. Dopo 5 anni di lavoro (dal 2012 al 2016) e un investimento di 23,8 milioni di euro, come da previsione di budget, di cui 21,8 finanziati al 50% dall’INFN e dall’altro istituto fondatore, il francese Centre Nationale de la Recherche Scientifique (CNRS), e 2 milioni dall’olandese Nikhef, Advanced Virgo ha previsto modifiche dell’apparato di ottica con specchi più pesanti e performanti, un’elettronica nuova e più potente, un sofisticato sistema di compensazioni delle aberrazioni, un sistema di isolamento sismico ulteriormente potenziato, sistemi di smorzamento della luce diffusa e un miglioramento del sistema di vuoto. Ora, nella sua configurazione Advanced, Virgo sarà in grado di guardare gli ultimi istanti di vita di una coppia di stelle compatte, come le stelle di neutroni, o di buchi neri che ruotano l’uno attorno all’altro sempre più vicini fino a fondersi in un unico oggetto più massivo, come è accaduto nel caso della prima rivelazione delle onde gravitazionali da parte dei due interferometri statunitensi LIGO, il 14 settembre 2015

Fonte: EGO, Cascina