Non si tratta di rifiuti pericolosi quelli spiaggiati dapprima lungo la costa settentrionale dell’isola d’Elba nei giorni scorsi (tra il 15 e il 18 giugno), interessando soprattutto Marciana Marina, poi ritrovati anche sulle spiagge di Forte dei Marmi, San Vincenzo, fino a località di Marina di Massa.  Sono cere di natura idrocarburica, paraffiniche o polietileniche. Non sono dannose né per la salute né per l’ambiente, sebbene si tratti comunque di rifiuti abbandonati in mare.

Il fenomeno ha destato preoccupazione anche a Finale Ligure, sulla cui costa si è verificato il 15 giugno ed è stato subito rilevato con campionamenti e analisi condivise tra Arpa Liguria e Arpa Toscana. E c’è  anche un precedente proprio tra la costa toscana e quella ligure, che risale al 2012 quando un materiale simile ma biancastro – era paraffina – si spiaggiò lungo le coste e fu poi accertato che una imbarcazione aveva utilizzato acqua di mare per lavare le cisterne che contenevano appunto cera paraffinica e che il materiale si era depositato in grande quantità sulle spiagge.

Secondo i rilevamenti e le analisi di Arpat Livorno che ha operato insieme alla Capitanerie di Porto, alla Guardia costiera e alla Direzione marittima di Livorno, e che sono ad ogni modo preliminari e continueranno anche nelle prossime settimane, tali cere non sono nocive a livello sanitario e neppure ambientale, ma sono rifiuti del cui smaltimento devono occuparsi i comuni coinvolti.

Ulteriori analisi sul materiale sono state condotte dal Dipartimento di Chimica e Chimica industriale dell’Università di Pisa che hanno confermato la sua natura di cera di origine idrocarburica.

 

(Fonti: SNPA, ARPAT)