Condizioni climatiche particolarmente stressanti negli ultimi mesi hanno colpito l’intero paese. Temperature eccessivamente alte e anomale tra il mese di maggio e quello di giugno e le scarsissime piogge hanno provato la vegetazione e il suolo.

In Toscana le zone più colpite sono state quelle sud occidentale della regione, ma nelle ultime settimane oltre all’intensità del fenomeno si è assistito alla sua estensione in termini di aree coinvolte, sempre più vaste. Interessate infatti dallo stress siccità ora anche diverse zone appenniniche.

Secondo le stime della Coldiretti la produzione cerealicola ha subito un crollo del 40% con il mais a circa -70%; i foraggi sono dimezzati e sono a rischio di conseguenza anche gli allevamenti. Piogge come quelle di ieri, brevi ed intense, non sono sufficienti a ripristinare lo stato di crisi idrica, anzi, visto lo stato di estrema aridità dei terreni possono trasformarsi in allagamenti o peggio, causare disastri veri e propri se dovessero riproporsi. Anche per le colture arboree (vite e olivo) lo stress climatico si è esteso a tutta la Toscana.

Già a maggio il bollettino Lamma indicava situazioni critiche soprattutto nel grossetano, nel senese e nel pisano, dove proprio nei capoluoghi si attestava sul breve periodo il massimo grado di siccità, secondo l’indice pluviometrico SPI 

Si sono registrate inoltre precipitazioni inferiori alla media: circa -50% di pioggia media in meno nei capoluoghi, con cumulati quasi ovunque inferiori ai 40-50 mm, eccetto che per le zone appenniniche con piogge fino a 100 mm, dove comunque i valori si sono attestati al di sotto della norma. Le piogge si sono concentrate soprattutto nella prima parte del mese. Le temperature massime elevate e anomale nella seconda parte del mese hanno interessato soprattutto le aree di Grosseto e Siena.

 

Fonte: Consorzio Lamma, SNPA