Dall’Università di Pisa una recente scoperta: fagiolo zolfino e pomodoro costoluto fiorentino, due specie vegetali originarie del territorio toscano si sono rivelati dei potenti alleati per prevenire le complicanze del diabete.

Ancora una volta la prevenzione contro patologie e loro complicanze si fa a partire dalla tavola.

Secondo gli studi condotti dal progetto IDARA finanziato dalla Regione Toscana e coordinato dal professor Umberto Mura del dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, l’aldoso reduttasi, un enzima responsabile di molte complicanze del diabete se totalmente bloccato, non è più in grado di svolgere parte della sua azione che è anche positiva e detossificante. In grado di bloccare l’aldoso reduttasi sono molecole presenti naturalmente in questi due alimenti, che si attestano dunque quali fonti naturali di inibitori differenziali.

“Il progetto ha messo in evidenza la grossa potenzialità di alcune specie vegetali quali fonti di inibitori differenziali  – spiega Umberto Mura – viene così ad ampliarsi il quadro d’azione benefica che una appropriata alimentazione è in grado di offrire”.

Il progetto biennale IDARA – acronimo che sta per Inibitori Differenziali dell’Aldoso Reduttasi negli Alimenti – è stato finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito del Bando di Ricerca Nutraceutica. Il dipartimento Biologia dell’Università di Pisa come capofila e quello di Farmacia hanno condotto la ricerca affiancati da alcuni partner sul territorio – la Galileo Research, i Laboratori Baldacci e l’Azienda Agricola Fattoria Le Prata nell’area pisana e l’Azienda Agricola Mario Agostinelli a Reggello, Firenze.

A conclusione del progetto, il 22 giugno nell’aula magna Fratelli Pontecorvo del Polo Fibonacci dell’Università di Pisa si è svolto il workshop “Alimenti funzionali: un valido ausilio nel controllo della patologia diabetica e dei processi infiammatori”.

 

Fonte: Università di Pisa