Scoperti traffico illecito di rifiuti e organizzazione a delinquere sul territorio livornese

Rifiuti tossici e pericolosi per rifiuti ordinari: ecco il commercio illecito scoperto da un indagine ‘Dangerous Trash’ iniziata nel 2015 alla Procura della Repubblica di Firenze. Rifiuti ordinari mischiati con toner, filtri di motori con olio, contenitori contaminati da vernici, stracci imbevuti di sostanze pericolose, mercurio.

Sono diverse le realtà imprenditoriali del settore trattamento e smaltimento rifiuti a Livorno coinvolte nella indagine della Procura di Firenze, cui hanno preso parte anche i Carabinieri Forestali, Arpat per le analisi e gli accertamenti, l’ Agenzia delle Dogane e la Capitaneria di Porto. In particolare la Ra.Ri e la Lonzi di Emiliano Lonzi di Livorno da giovedì 14 dicembre scorso sono sotto sequestro con relativi beni.

Il 14 dicembre scorso con la conferenza stampa presso la Procura della Repubblica di Firenze sono stati resi noti i primi risultati di questa indagine partita qualche anno fa, appunto nel 2015. Ben 2 anni di investigazioni hanno portato ad un risultato consistente. Ci sono infatti numerosi dati allo stato attuale delle indagini, tra cui materiale video e foto, che rendono sconcertante il risultato fin qui ottenuto, tra cui la frase choc di uno dei personaggi indagati: “Che i bambini muoiano” in riferimento al fatto che una delle discariche, nella quale venivano riversati ‘rifiuti pericolosi’ mescolati agli altri, si trovasse vicino ad una scuola. Qui il video  dei carabinieri forestali

Truffa aggravata ai danni della Regione Toscana insieme ad attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e organizzazione a delinquere sono i reati contestati; 6 sono le persone attualmente agli arresti domiciliari e 5 destinate ad altre misure di interdizione.

Secondo gli inquirenti sono circa 200 mila le tonnellate di rifiuti smaltiti nelle discariche di Rosignano e Piombino con questo sistema criminale – già attuato dalla Camorra nella Terra dei Fuochi  – che evade le tasse sui rifiuti speciali facendoli passare per rifiuti ordinari dopo un veloce trattamento di mescolamento con altri rifiuti. I rifiuti speciali sono infatti spesso anche pericolosi e il loro smaltimento è più costoso. Secondo le indagini il giro di affari è il caso di dire ‘sporchi’ ammonta a circa 26 milioni di euro, per una evasione fiscale di 4,3 milioni di euro nelle casse della Regione Toscana (pertanto la truffa aggravata).

“L’attività di investigazione fin qui svolta – si legge nella nota stampa di Arpat – ha consentito di tracciare i percorsi effettuati da questi rifiuti, che giungevano nella nostra Regione anche da altri territori del Paese. Al momento non si ipotizza il coinvolgimento delle organizzazioni mafiose e non è neppure possibile determinare, con certezza, se i clienti, cioè le imprese che conferivano i rifiuti, fossero coscienti di quanto accadesse successivamente al conferimento stesso. Tutto ciò sarà, naturalmente, oggetto di ulteriori indagini che sono ancora in corso”.

Nelle immagini del video oltre alle affermazioni sconcertanti di alcuni indagati si possono vedere tir carichi di rifiuti che entrano nei piazzali delle ditte del trattamento e ne escono pochi secondi dopo senza aver effettuato i controlli e i trattamenti regolamentari atti a verificare effettivamente la natura dei rifiuti. In quei pochi minuti in realtà avviene uno scambio di documenti: rifiuti pericolosi e tossici con bolle di accompagnamento falsificate per giungere indisturbati alle discariche.