L’Associazione Moby Dick organizza Un ponte sul fiume Guai la VI edizione del Premio Letterario nazionale sull’oncologia per brevi racconti inediti sul tema del cambiamento della prospettiva di vita legato all’incontro con una malattia oncologica. Il Premio è aperto a tutti e scade il 3 dicembre 2018

E’ la prima iniziativa di questo genere in Italia ed è volta a sensibilizzare l’opinione pubblica e non solo su un tema particolarmente delicato che riguarda le vite toccate dal tumore. Nelle precedenti edizioni. Riportiamo di seguito la nota completa dell’associazione Moby Dick di Roma.

“Un ponte sul fiume Guai – Premio Letterario Nazionale sull’oncologia – VI edizione 2018

Era il 2007 quando l’associazione Moby Dick, organizzava per la prima volta il premio letterario
nazionale “Un ponte sul fiume guai” per dare la possibilità a chiunque lo volesse di raccontare la
propria esperienza della malattia oncologia e del cambiamento di prospettiva esistenziale, in anni
nei quali ancora si parlava poco di tumore e delle conseguenze psicologiche. L’idea era frutto del
lavoro quotidiano svolto in ambito oncologico dai volontari dell’associazione, psicologi e
psicoterapeuti uniti per accompagnare ed eliminare dal percorso la sofferenza inutile, quella che può
essere alleviata da condivisione ed elaborazione. Il premio propone ai partecipanti di raccontare
quando hanno capito di poter andare avanti, di narrare attraverso l’episodio che ritengono più
significativo, com’è avvenuto il passaggio dalla comprensibile disperazione legata alla scoperta di
una malattia oncologica alla coraggiosa rivalutazione del senso e del valore della vita quotidiana, a
partire da quegli aspetti minimali che l’esperienza di malattia e la minaccia di morte permettono di
valutare in modo nuovo. L’ottica è rivolta agli insegnamenti di vita che una malattia grave può
lasciare, al di là della sofferenza. “La scelta di un premio letterario è legata alla proprietà stessa
della scrittura – afferma l’ideatrice del Premio la dr.ssa Raffaella Restuccia, psicoterapeuta,
“Scrivere permette di dar voce alla propria dimensione intima, è di per sé un atto terapeutico.
Attraverso la scrittura esprimiamo sentimenti e pensieri. E il vederli espressi su un foglio impegna
spesso a rileggerli e modificarli per renderli più chiari. Dover scegliere la parola che meglio
descrive e fa capire all’altro – anche solo immaginato –quello che abbiamo provato, decidere se e
come inserire la punteggiatura, dà un senso e un ordine.
Spesso è sufficiente dare un nome a quello che si prova per sentirsi meglio, per non sentirsi “strani”.
Il foglio diventa il contenitore delle emozioni e dei pensieri ed è condivisibile. Spesso chi vive o ha
vissuto una malattia oncologica, da malato o da accompagnatore, ha difficoltà a parlarne. Per paura
di provocare sofferenza o di non saper gestire la situazione preferisce tacere o parlare di altro.
Questo fa aumentare il proprio senso di solitudine e di incomunicabilità, conseguentemente si
allontana dagli altri perché non si sente compreso. Gli altri non riescono a leggerci dentro. Abbiamo
scelto questo titolo ‘Un ponte sul fiume Guai’ perché tra le varie opzioni è il titolo che più di tutti ci
ha fatto sorridere quando l’abbiamo pensato e tra i nostri obiettivi c’è proprio quello di raccontare
sorridendo, trasmettendo fiducia, esperienze molto spesso associate solo a sofferenza e angoscia. Si
parla troppo poco delle grandi conquiste che molti malati e familiari riescono ad ottenere e del
valore che loro hanno attribuito al vivere ogni giorno al meglio. I racconti che abbiamo ricevuto in
questi anni sono tanti, commoventi e istruttivi. Abbiamo imparato che ogni vita è unica e irripetibile
e per questo preziosa e portatrice di una storia che se andasse dimenticata sarebbe, questo sì, un
male inguaribile per la nostra società”
Un ponte sul fiume Guai è giunto alla VI edizione e fino al 3 dicembre 2018 sarà possibile inviare il
proprio racconto. La partecipazione è aperta a tutti proprio per stimolare la più ampia condivisione.
La Scuola di Scrittura Creativa Omero, offrirà come nelle passate edizioni la sua competenza
letteraria per la valutazione degli scritti.
L’iniziativa ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana quale Premio di
Rappresentanza in ogni edizione.
Patrocini istituzionali:
Regione Lazio
Roma Capitale
FedCP (Federazione Cure Palliative)
CIPOMO (Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri)
OMCEO (Ordine Medici Chirurghi e Odontoiatri di Roma)
OPI Roma (Ordine Professioni Infermieristiche)
Policlinico Umberto I di Roma

Con il Patrocinio morale della
Fondazione Fabrizio De André Onlus

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