Raccontare la presenza umana sul pianeta e la sua evoluzione seguendo l’accumulo di importanti composti chimici della fisiologia umana (steroli) nelle feci e ritrovati in suoli e sedimenti. Scienziati dell’Università Ca’ Foscari Venezia e dell’Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Cnr hanno così provato la presenza degli individui che colonizzarono le isole oceaniche e la trasformazione ambientale conseguente. Lo studio è pubblicato su Scientific Reports

 Gli scienziati del team di ricerca dell’Università Ca’ Foscari Venezia e dell’Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Idpa) hanno identificato e datato tracce di steroli nei sedimenti di due laghi neozelandesi, riuscendo a provare la presenza dei Maori che a partire dal 1280 circa colonizzarono le due isole oceaniche, disboscandole nel giro di pochi decenni per fare spazio a campi e pascoli. Lo studio è stato appena pubblicato sulla rivista Scientific Reports 

Dalla nota stampa del CNR di Roma si apprende che “le analisi sono state condotte nei laboratori di Venezia su carote di sedimento prelevate nei laghi Diamond e Kirkpatrick, situati nell’Isola del Sud della Nuova Zelanda. Analizzando microparticelle di carbone e pollini erano già stati trovati indizi di incendi boschivi eccezionali e del cambiamento repentino del paesaggio neozelandese nel corso del XIV secolo, quando la foresta lasciò spazio a prati e arbusti in modo rapido e senza precedenti. Evidenze archeologiche e paleoecologiche attribuiscono con certezza il disboscamento ai Maori, ma questo nuovo studio aggiunge la prova scientifica definitiva del loro arrivo nell’area e dell’impatto enorme che un gruppo di pochi individui ebbe in un tempo molto breve sulla foresta nativa, tanto da comprometterla irreversibilmente. Inoltre, la ricerca dimostra la validità del metodo sperimentato dai ricercatori italiani per ricostruire la storia della presenza umana in una data regione”.

Fonte Cnr Roma; Foto Dave McWhety: Laghi neozelandesi