Sono passati appena 5 mesi dall’incendio che ha mandato in fumo 1500 ettari di boschi e ulivi e danneggiato una decina di abitazioni alle porte di Pisa. Era il 24 settembre 2018, e purtroppo non era neppure il primo incendio che questo sistema di monti che divide Pisa da Lucca nel centro-nord della Toscana, subiva.

Oggi il Monte Pisano è il primo nella classifica del Fondo Ambiente Italiano che vota i Luoghi del cuore, quelli indimenticabili e preziosi del nostro patrimonio storico-artistico e naturale che vogliamo salvare. Dall’incuria, dall’abbandono, o da vere e proprie azioni volte a danneggiarli.

Lungo il Monte Pisano, chiamato anche nella forma plurale di ‘Monti Pisani’, troviamo i comuni di Buti, Vicopisano, Calci, San Giuliano Terme, Vecchiano, Lucca e Capannori. Sono numerosi e suggestivi i borghi medievali come quello di Vicopisano e i complessi monumentali come l’eremo di Ripafratta o la Certosa di Calci, e ancora l’acquedotto mediceo tra Asciano e Pisa e quello romano di Caldaccoli. I ‘monti’ in realtà non raggiungono i 1000 metri di altezza e il più alto a poco più di 900 metri è il Monte Serra. Date le coltivazioni di uliveti, l’olio che se ne ricava è un prodotto tipico insieme alle castagne di Molina di Quosa. In generale lungo questo sistema di monti di modeste dimensioni l’atmosfera è suggestiva e per alcuni tratti anche mistica grazie al particolare connubio tra la natura che si fonde con la traccia dei secoli evidente nei beni storico-architettonici in essa disseminati.

Al secondo posto del sondaggio 2018 del FAI un fiume antichissimo che attraversa Palermo, L’Oreto.

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